Le Pape Léon XIV appelle à la paix lors d'une visite historique à Bamenda, région en crise au Cameroun
Citation
"Le Pape pour nous est cette réponse de l’intervention de Dieu. C’est l’Église de tous, tout le peuple attend justement cela…"
La visite du Pape Léon XIV à Bamenda marque un tournant symbolique majeur dans la crise que traverse cette région du Cameroun, déchirée par dix années de violences et d'instabilité causées par des velléités indépendantistes anglophones. Sa démarche vise à redonner espoir à une population épuisée par les conflits, en encourageant un processus de paix décrit comme "artisanale", sous-entendant qu'il doit être construit patiemment et collectivement. L’annonce du Pape, accompagnée d’un appel chaleureux à accueillir la paix comme un don, renforce le rôle diplomatique et pastoral du Saint-Siège dans les dynamiques africaines et confirme la capacité du Vatican à s’impliquer dans les processus de résolution de conflits à haut potentiel humanitaire et symbolique. Les réactions enthousiastes et teintées de ferveur spirituelle de la communauté locale, représentée notamment par le membre des Focolari, témoignent d’un puissant enjeu d’espérance et de mobilisation civique. L’effet concret de cette visite dépendra de la traduction de cet élan moral en cessez-le-feu et en dialogue politique, avec un effet de levier potentiel sur les acteurs locaux et sur la communauté internationale, même si la stabilité reste à construire sur le long terme.
Texte de la source originale
Salvatore Cernuzio e Francesca Sabatinelli - Città del Vaticano
La flebile speranza, da oggi, con Leone XIV, diventa una quasi certezza. Quella della pace: un processo da costruire "artigianalmente", come diceva Papa Francesco; un dono che non bisogna "inventare" ma che è solo "da accogliere", come ha detto oggi Papa Leone durante l'incontro nella Cattedrale di San Giuseppe con la comunità di Bamenda, "regione martoriata" che il Pontefice ha esortato a guardare al futuro. Lo attendevano da tanto, qui, il Successore di Pietro e oggi - in mezzo ad un impegnativo programma di viaggio - lui è arrivato. "È un miracolo", sorride Frederick Ngoran, membro della Comunità dei Focolari a Bamenda ("Guarda lì davanti la cattedrale c'è il nostro Focolare"), che con i media vaticani si fa portavoce della sua gioia e di quella di tutto il suo popolo.
Un incontro tanto atteso da voi quello con il Papa, qual è ora la vostra speranza?
Mi sono alzato molto presto per arrivare qui, per noi è una grande gioia che il Papa sia da noi oggi, anche perché nella nostra regione stiamo vivendo una situazione che dura da tanto, da dieci anni… Abbiamo fatto di tutto, abbiamo pregato, e davvero l’arrivo del Papa ci dà una speranza grande che si possa trovare una soluzione durevole. Il Papa per noi è questa risposta dell’intervento di Dio. È la Chiesa di tutti, tutto il popolo aspetta proprio questo…
Quanto è importante che è stata annunciata una tregua?
È importante, per noi è stata una bella risposta, perché Dio sa rispondere al suo popolo, non lo abbandona.
Qual è la situazione oggi?
Oggi è proprio una grande gioia. Vedere tutta questa gente qui indica già che la situazione, diciamo, migliora. Certo, a volte sembra di andare avanti, a volte di andare indietro. A volte si ha la sensazione di stare fermi…
Pensa che, con questo Incontro per la pace del Papa, ci sarà un vero impulso per la pace a Bamenda?
Veramente mi aspetto questo! I cuori degli uomini a volte sono duri, però il Papa venendo qui come portatore di Cristo, della speranza, spero possa essere la soluzione che ci si aspetta…
Cosa significa per voi che Leone XIV abbia voluto una visita proprio qui a Bamenda?
Per noi è un miracolo del Signore. Può darsi che era proprio il momento… Le vie del Signore non sono le nostre.