Le pape Léon XIV encourage la collaboration entre religieux et diocèses au Cameroun lors de sa visite à Yaoundé et Douala
Citation
"La vie consacrée est une partie essentielle de la vie de l’Église !"
Dans un contexte camerounais marqué par la violence, les déplacements forcés et les défis sociaux majeurs, la visite du pape Léon XIV revêt une importance politique et ecclésiale particulière. Cette rencontre avec les représentants des instituts religieux vise à renforcer le dialogue interne à l'Église ainsi que la coopération entre congrégations et structures diocésaines, conformément aux recommandations du dernier Synode et à la volonté d'actualiser le document Mutuae relationes. L'appel à promouvoir les charismes propres de chaque institut, à réaffirmer l'identité religieuse et à collaborer étroitement avec les évêques traduit une stratégie de renforcement institutionnel face à la fragmentation possible du tissu ecclésial. Le Saint-Siège voit dans la vie consacrée une réponse aux grands défis contemporains : jeunesse en crise, victimes de violence, dialogue interreligieux, pastorale d'espérance. Implicitement, il s'agit aussi de renforcer la résilience sociale et l'action solidaire de l'Église face à des enjeux où l'État montre ses limites. Cette dynamique pourrait reconfigurer à moyen terme le rapport de forces et la légitimité des acteurs religieux dans les processus de paix et de cohésion nationale.
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Vatican News
Dopo l'intensa terza giornata di viaggio in Camerun, tra la mattina a Douala e il pomeriggio a Yaoundé, Papa Leone XIV al suo rientro in Nunziatura ha incontrato un gruppo di 9 religiosi in rappresentanza della Conferenza Nazionale dei Superiori Maggiori e dei più di 250 istituti e congregazioni religiose attive in Camerun. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede tramite il suo canale Telegram, spiegando che "il Papa ha ascoltato le parole che gli hanno rivolto, il loro ringraziamento per la visita al Paese e per le sue parole in questi giorni, il racconto del loro impegno e della loro testimonianza al fianco di tante situazioni di sofferenza nel Paese, quella dei giovani, degli sfollati, delle vittime della violenza e del traffico di esseri umani, il bisogno dei religiosi di maggiore collaborazione con i vescovi e i preti diocesani, le domande sulla propria identità religiosa che emergono nelle congregazioni".
Promuovere i carismi
A loro il Papa ha poi rivolto alcune parole, ringraziando anzitutto per l’occasione offerta dall’incontro: “La vita consacrata è parte essenziale della vita della Chiesa!”. Papa Leone ha affrontato il tema concreto del rapporto tra la vita consacrata e i vescovi e sacerdoti diocesani, ricordando come fra le conclusioni dell’ultimo Sinodo ci sia la proposta di un gruppo di studio sull’aggiornamento del documento Mutuae relationes, e come in questo senso sia essenziale riconoscere e promuovere i diversi carismi delle congregazioni presenti in ogni Diocesi.
Il Papa ha parlato di formazione alla vita consacrata, ciascuna congregazione secondo le proprie specificità, di come sia necessario un ascolto comune perché i candidati siano preparati ad assumere la vita di sacrificio, dono di sé, servizio in una comunità. E ha spiegato come certe sfide, come quella della convivenza tra persone di fedi e religioni diverse, quella della pastorale giovanile, richiedano una riflessione in seno al proprio istituto, o comunità, in collaborazione con le diocesi, in cui il carisma sia messo al servizio della Chiesa a ogni livello.
Risponde alle sfide difficili di oggi
"Avete citato i discorsi di questi giorni, il Papa è arrivato, il Papa va via, ma voi avete le cose dette”, ha aggiunto inoltre il Pontefice, richiamando alla responsabilità di prendere le cose dette e riflettere e condividere il messaggio della visita per rispondere alle sfide difficili di questo tempo. E “la vita consacrata”, ha concluso Leone XIV, “chiede di essere coraggiosi, a volte radicali nella scelta di annunciare senza paura quello che Gesù ci insegna nel Vangelo, discepoli che raggiungono i problemi più complessi, i confini più lontani della terra, i più piccoli, i carcerati, coloro che hanno più bisogno di speranza, dell’amore di Dio”.
Infine il Papa ha impartito la sua benedizione sui presenti, e insieme a loro ha recitato il Padre Nostro, prima di salutarli individualmente.