Le pape Léon XIV appelle l’Église italienne à une conversion axée sur la justice et la guérison pour les victimes d’abus à Rome

Vatican
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16 avr. 2026, 15:39

Citation

"Une communauté chrétienne vit la conversion évangélique lorsqu’elle ne se défend pas de la douleur de ceux qui ont souffert, mais se laisse interroger par elle."
Pape Léon XIV
Vatican
Cardinal secrétaire d’État Pietro Parolin
Conférence épiscopale italienne (CEI)
Cardinal Matteo Zuppi
Référents territoriaux pour la protection des mineurs
Communautés chrétiennes
Victimes d’abus

Dans un message relayé lors de la 2e Rencontre nationale des référents territoriaux pour la protection des mineurs et adultes vulnérables, le pape Léon XIV affirme que la reconnaissance des abus au sein de l’Église n’est plus une option réactive, mais relève d’une conversion profonde des pratiques institutionnelles. En proposant de dépasser la simple gestion réglementaire pour instaurer une « culture de prévention » authentique, le Vatican répond à la pression croissante de l’opinion publique et des victimes, exigeant transparence et responsabilité. L’accent mis sur la “vérité, justice et guérison” renvoie à l’exigence de lever les mécanismes de défense face au scandale, d’accepter une certaine exposition publique et de réviser la structure de formation et d’autorité dans les communautés chrétiennes. Cette approche, soutenue par la Conférence épiscopale italienne et relayée par des initiatives éducatives (spectacle « Et moi, je prendrai soin de toi »), vise à restaurer la confiance et légitimité de l’Église, tout en reconnaissant la centralité des victimes. Sur le plan institutionnel, le message s’inscrit dans une tendance de fond qui pourrait servir de modèle pour d'autres conférences épiscopales et renforcer la coordination internationale en matière de lutte contre les abus.

Texte de la source originale

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Di fronte al dolore, porsi domande anziché difendersi. Constatare il male anziché ridimensionarlo. Non chiudersi nel timore dello scandalo, ma accettare di percorrere “strade esigenti di verità, di giustizia e di guarigione”. Sono questi i postulati su cui Papa Leone XIV invita a riflettere in un messaggio datato 10 aprile, ma pubblicato oggi, 16 aprile, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, in occasione del secondo Incontro nazionale dei referenti territoriali per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, organizzato a Roma da oggi fino al 18 aprile.

Riconoscere la dignità e custodire la libertà

Il Pontefice si rivolge al cardinale presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), Matteo Zuppi, soffermandosi sul tema del convegno, “Generare relazioni autentiche”, che orienta il compito “essenziale” delle comunità cristiane – parrocchie, associazioni, movimenti – nel riconoscimento di ogni persona nella sua dignità e nella custodia della sua libertà.

Dove invece il rispetto viene meno, la relazione si impoverisce, si deforma e può causare gravi ferite.

In un messaggio al V Congresso del Centro di Ricerca e Formazione Interdisciplinare per la Protezione dei Minori dell’America Latina (Ceprome), il Pontefice sottolinea che la ...

La "sapienza" nella tutela

Nella visione cristiana, scrive il Papa, il rispetto non si limita alla correttezza, ma si eleva a “forma esigente di carità” che custodisce il prossimo “senza appropriarsene”, lo accompagna “senza dominarlo” e lo serve “senza umiliarlo”.

La tutela non può essere intesa solo come un insieme di norme da applicare o di procedure da osservare: essa chiede una sapienza che investe lo stile delle comunità, il modo di esercitare l’autorità, la formazione degli educatori, la vigilanza sui contesti, la trasparenza dei comportamenti.

"Non lasciare nessuno solo"

La presenza di minori e persone vulnerabili all’interno della Chiesa, afferma Leone XIV, ne interpella la coscienza, misurandone la capacità di esprimere una “cura autentica”, che si declina nella protezione, nell’ascolto, nella prevenzione e nel “non lasciare nessuno solo”.

Anche per questo l’opera di chi promuove formazione, discernimento, coordinamento e buone prassi rappresenta un contributo prezioso alla maturazione di comunità più accoglienti e consapevoli.

Susan Lynn Bissell, ricercatore presso il FXB Centre for Health & Human Rights dell’Harvard University a Cambridge, e Laurent Delvolvé, membro dell’Ordine degli Avvocati di Paris, ...

Riconoscere il male

Il Pontefice evidenzia poi l’attenzione “speciale” da riservare a quanti hanno subito abusi, le cui ferite richiedono sincera prossimità, umile ascolto e perseveranza nella ricerca di “ciò che è giusto e possibile per riparare”.

Una comunità cristiana vive la conversione evangelica quando non si difende dal dolore di chi ha sofferto, ma se ne lascia interrogare; quando non minimizza il male, ma lo riconosce; quando non si chiude nella paura dello scandalo, ma accetta di percorrere strade esigenti di verità, di giustizia e di guarigione.

"Ed io avrò cura di te"

L’incontro che si terrà a Roma oltrepassa quindi il “piano operativo”, conclude il Papa, richiamando la Chiesa a una crescita nella “cultura della prevenzione”, che sia prima ancora “cultura della custodia evangelica”. A questo contribuirà lo spettacolo che sarà presentato in anteprima nel corso del convegno, "Ed io avrò cura di te”: un percorso artistico e musicale che porta in scena la piaga degli abusi negli ambienti ecclesiali, dando voce al dolore delle vittime.