Legge sul caporalato - Dieci anni dopo: cosa ha funzionato, cosa manca - Messaggio di Ascani

29 ottobre 2026

Italian Chamber of Deputies

00:06 - 00:41
Oratore 3
A tutte e a tutti.  Cominciamo un pomeriggio in cui parliamo della legge sul caporalato, dieci anni dopo, cosa ha funzionato e cosa manca.  Prima di cominciare, io ringrazio la nostra capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e la nostra vicepresidente della Camera, Anna Ascani, che non potendo essere qui fisicamente, ha però voluto mandarci un messaggio che ora Antonella Forattini ci leggerà.  Grazie. 
00:41 - 01:46
Oratore 2
Grazie Camilla.  Buonasera a tutti.  Buonasera, buon pomeriggio a tutte e a tutti, benvenuti alla Camera dei Deputati.  Concomitanti impegni istituzionali non mi consentono di essere presente, ma desidero esprimere, insieme agli auguri di un proficuo lavoro, un sentito apprezzamento al Partito Democratico ed al suo gruppo dirigente per aver promosso questo importante appuntamento con una così vasta partecipazione di rappresentanti non solo del mondo politico e istituzionale, ma delle organizzazioni sindacali, associative, di quelle realtà a diverso titolo impegnate nel contrasto allo sfruttamento, diciamo pure alla schiavizzazione di lavoratrici e lavoratori in agricoltura.  Perché lo sapete meglio di me, contano le norme, conta l'azione vigile delle strutture pubbliche, ma conta altrettanto il radicamento e la diffusione di una cultura sociale contro questa piaga che ferisce profondamente il senso di umanità della nostra comunità. 
01:46 - 04:19
Oratore 1
Sono trascorsi dieci anni dall'approvazione di quella legge che non pochi definirono storica, voluta con particolare determinazione dai ministri dell'agricoltura Maurizio Martina e della giustizia Andrea Orlando, e che il Parlamento, scrivendo così una pagina importante, approvò quasi all'unanimità in una manciata di mesi.  Mi piace riportare qui le parole di commento di una persona che ci è stata cara e che tanto ha fatto per l'agricoltura e i prodotti delle nostre terre, Carlo Petrini.  All'indomani del voto definitivo dei deputati, osservò che si mette finalmente un punto a quella che è una questione vergognosa che riguarda la nostra agricoltura a tutte le latitudini, una battaglia di civiltà è stata vinta.  Avete voluto questo ampio momento di confronto non tanto per valutare cosa ha funzionato, ma soprattutto per affrontare le criticità, per portare ancora più avanti la frontiera della guerra allo sfruttamento di migliaia e migliaia di donne e uomini costretti a orari massacranti per qualche euro e in non pochi casi a rischiare la vita, come accadde a Paola Clemente, la bracciante pugliese, madre di tre figli, uccisa dal caldo e dalla fatica nell'estate del 2015.  Il suo nome, la sua drammatica e inaccettabile vicenda tornarono spesso nelle aule del Senato e della Camera nei giorni dell'esame della legge, così come quelli di tanti altri italiani e immigrati trattati alla stregua di bestie, senza diritti e senza dignità nelle campane dei caporali. 

È un dovere per tutti interrogarsi su quanto c'è ancora da fare, soprattutto sul piano della prevenzione, attivando e migliorando gli strumenti previsti dalla legge stessa.  E insieme occorre rendere più forte quella cultura sociale a cui facevo prima riferimento, perché non possiamo essere orgogliosi delle nostre eccellenze se non siamo fermi e tenaci nel difendere i diritti e l'umanità dei tantissimi invisibili che lavorano nelle campagne, nelle serre, negli allevamenti, nella trasformazione alimentare.  Mi auguro che il Parlamento, se chiamato a valutare altre norme per rendere più efficace, più concreta e più estesa la tutela dei diritti e della dignità di queste lavoratrici e lavoratori, possa dare la stessa risposta unitaria e forte di dieci anni fa.  Grazie e buon lavoro, Anna Ascani. 

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