Presentazione Progetto "FORTEMARE" (Interreg Italia Malta). Percorsi per il patrimonio fortificato sulle coste nel Mediterraneo - Conferenza stampa di Giovanna Iacono

30 ottobre 2026

Italian Chamber of Deputies

00:00 - 01:15
Oratore 1
Prova.  Ecco, adesso sì.  Buongiorno, benvenuti, grazie per aver accolto l'invito.  Presentiamo FORTEMARE, percorsi per il patrimonio fortificato sulle coste nel Mediterraneo, un progetto di cooperazione transfrontaliera finanziato dal programma interregionale Italia-Malta che punta a valorizzare il patrimonio fortificato costiero di Sicilia e Malta, rendendolo più accessibile e promuovendo un turismo culturale sostenibile e inclusivo.  Il progetto è promosso dal Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Palermo, capofila, dall'Autorità del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e dai partner maltesi Din l-Art Ħelwa, organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico-naturale di Malta, e Heritage Malta, agenzia nazionale per il patrimonio culturale. 

Per avviare i nostri lavori do la parola per i saluti istituzionali all'onorevole Ida Carmina, deputata del Movimento 5 Stelle. 
01:15 - 03:01
Oratore 6
Buongiorno a tutti, io sarò breve.  Rivolgo un cordiale saluto a tutte le autorità presenti, a tutti gli artefici di questo progetto, a tutti coloro che si sono spesi e si spenderanno per la realizzazione di questo progetto.  A me è stato subito caro, diciamo, perché questa ottica di rivalutazione dell'identità del patrimonio culturale di una terra, in questo caso di una linea del Mediterraneo, risponde secondo me oggi anche a una logica potente di richiamo alla pace.  Perché noi abbiamo visto la trasformazione di questo patrimonio che nasce come difesa militare in qualcosa di diverso.  Io l'ho sperimentato particolarmente essendo stata sindaco di Porto Empedocle per quasi sei anni, dal 2016 al 2021, come la Torre di Carlo V, che è il simbolo fra l'altro della città e attorno a cui è cresciuta questa città, sia diventato da luogo strumento di carcerazione, di avvistamento, di difesa, in luogo identitario e di diffusione di cultura, una cultura di pace sostanzialmente inclusiva, perché fra l'altro è anche molto simbolico questo, diciamo, limitare del porto che Pirandello definiva braccia protese alle lontane genti, il porto di Porto Empedocle. 

Quindi questo luogo che proprio si erge all'incipit di questo porto, che è luogo di cultura fra l'altro e richiamato fortemente anche da Andrea Camilleri ne La strage, proprio è centrale nel romanzo La strage dimenticata, perché forse fu proprio la prima forma di camera a gas, diciamo, nel senso che nei moti del '48, quando parteciparono, nella preoccupazione che partecipassero i galeotti, diciamo erano 114 lì nella, diciamo, non dico accolti, ma inseriti in questo regime carcerario molto duro dei Borboni, chiusero ogni possibilità di accesso all'aria e dell'aria e quindi fecero delle esalazioni penso anche di zolfo o di altri gas e morirono, morirono. 

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