Trasparenza programmi elettorali

29 ottobre 2026

1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) Italian Senate

00:19 - 01:19
Oratore 4
La riunione odierna dell'ufficio di presidenza della prima commissione integrato dai rappresentanti dei gruppi è aperto alla partecipazione dei senatori ed è dedicato allo svolgimento di un ciclo di audizioni informali in relazione all'esame del disegno di legge numero 550 recante misure per la trasparenza dei programmi elettorali dei partiti.  Avverto che la pubblicità dei lavori verrà assicurata attraverso la trasmissione sul circuito audiovisivo interno nonché sul canale satellitare sulla Web TV e sul canale YouTube del Senato.  Ricordo che sono stati previsti circa 20 minuti per ciascuna audizione comprensivi di 10 minuti per l'intervento del soggetto audito a cui aggiungere il tempo per eventuali quesiti ed osservazioni da parte dei senatori e per le successive risposte.  La presidenza si riserva in ogni caso la facoltà di modulare i tempi.  Do la parola e lo ringrazio per la presenza al presidente della Fondazione Luigi Einaudi avvocato Giuseppe Benedetto. 
01:19 - 01:21
Oratore 1
Prego, 10 minuti. 
01:21 - 02:33
Oratore 7
Sì, giusto.  Grazie.  Grazie presidente.  Grazie a lei e alla commissione per la sensibilità che ha avuto nell'accogliere tempestivamente l'appello avviando l'esame di un provvedimento che consideriamo un tassello fondamentale di quella che chiamiamo una rigenerazione repubblicana.  In realtà il provvedimento come il presidente può insegnarci pende al Senato già da qualche anno ma non nascondiamoci che ha avuto un'accelerazione significativa in seguito a una raccolta di firme verificate che la Fondazione Einaudi ha a quella Fondazione Einaudi ha dato vita che ha avviato firme che abbiamo consegnato alla presidente del Senato un paio di settimane fa quando hanno raggiunto la cifra di 100.000 e oggi invece continuano ad arrivare siamo già come potrete verificare dal sito della fondazione a oltre 115.000. 
02:33 - 03:31
Oratore 6
Siamo partiti dalla da una domanda che semplifica e cerca di rendere comprensibile il senso di questa proposta che per la verità di questo disegno di legge che per la verità è abbastanza semplice.  La domanda che abbiamo posto nella per la raccolta delle firme è quanto mi costa che poi è la domanda a mio avviso più politica e democratica che un cittadino possa rivolgere a chi si candida a governare.  E al contempo è la domanda che ogni famiglia si pone quotidianamente quando prova a far quadrare il bilancio familiare.  Direi una domanda di buon senso attraverso la quale ci muoviamo pienamente nel solco della tradizione liberale di questo paese del buon governo per cui la democrazia non è un rito formale.  Ecco questo è un primo punto a cui tengo e teniamo particolarmente. 

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