Macchine ed ecosistema europeo di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette

29 ottobre 2026

Commissioni riunite 8ª e 9ª Italian Senate

27:29 - 29:29
Oratore 1
Grazie.  Buongiorno.  Siamo in commissione congiunta, non a commissione decima commissione, l'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi parlamentari. 

Siamo in trattazione del disegno di legge numero 2065, il 185/2026 ILVA.  Comunico che ai sensi dell'articolo 33, comma 4 del regolamento è stata richiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo anche sul canale satellitare, sulla web TV e che la presidenza ha dato preventivamente, ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.  Siamo in fase di audizione.  Oggi abbiamo con noi i commissari Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori, Davide Tabarelli e i commissari ILVA in amministrazione straordinaria Francesco Di Ciommo che dovrebbe essere in collegamento, mi pare, dovrebbe collegarsi in videoconferenza, e Daniela Savi.  Sì, collega Alessandro Danovi. 

Perfetto.  Poi abbiamo in collegamento in videoconferenza, man mano noi li facciamo entrare, abbiamo la Regione Puglia con il presidente Antonio Decaro e Eugenio Di Sciascio, assessore allo sviluppo economico e al lavoro, la Provincia di Taranto con il consigliere provinciale Emiliano Messina e il capo di gabinetto Giampiero Mancarelli, e il Comune di Taranto con il vicesindaco Mattia Giorno.  Saluto cordialmente tutti coloro che ho citato fino ad adesso e tutti coloro che sono in presenza e in collegamento.  Iniziamo con i commissari Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria a cui lascio sette minuti per l'intervento.  Chi vuole, se vuol parlare lei dottor Quaranta, chi vuole intervenire. 
29:29 - 31:04
Oratore 2
Grazie.  Questo intervento normativo, diciamo legislativo, è stato, è un intervento che ha una funzione fondamentale perché la situazione degli impianti di Acciaierie d'Italia a seguito della sentenza, del decreto della Corte d'Appello di Milano è quella per cui è stata imposta di fatto la chiusura dell'area caldo.  La chiusura dell'area caldo significa sostanzialmente che la fabbrica lavora a un regime molto ridotto con la sola cosiddetta area fredda.  Questo comporta un grande impatto sull'occupazione, perlomeno finché non verrà fatta chiarezza sulla, diciamo, sorte finale dell'area caldo perché poi, come è noto, c'è un ricorso in Cassazione per, contro gli effetti di questo decreto della Corte d'Appello di Milano, però nel frattempo è diventata urgente tutelare una grande quantità di lavoratori che si troverebbero con, in una situazione di grave disagio.  Non soltanto i lavoratori di Acciaierie d'Italia, per comprendere gli effetti che questo decreto della Corte d'Appello di Milano ha, sono quelli di sostanzialmente raddoppiare i numeri della cassa integrazione, portando ad oltre 8.000 persone il numero dei soggetti interessati alla cassa integrazione, ma poi c'è un effetto molto più ampio sull'area di Taranto perché il blocco dell'area caldo comporta il venir meno del lavoro per le imprese dell'indotto. 

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