Conferenza stampa: Contro la militarizzazione delle scuole e delle università
29 ottobre 2026
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Sommario aggiornato il 29 ott 2026
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Italian Senate
00:34 - 00:56
Oratore 4
Allora. Bello questo titolo. Cioè, diciamo di bello sono le prime due parole perché il resto è terrificante. Quando Stefania mi ha parlato di questa iniziativa, ma non so, insomma, ho sentito una sensazione davvero di disagio. Io oggi voglio limitarvi, limitarmi a un saluto, però voglio raccontarvi qualcosa, no?
00:56 - 02:38
Oratore 7
Perché allora, sono nato negli anni '60 e quindi, diciamo, non ho vissuto l'esperienza della guerra. Però posso dire che ho vissuto dentro l'eredità di una memoria della guerra perché, diciamo, non ho semplicemente compreso cosa fosse, quale fosse la tragedia della guerra sui libri di scuola. L'ho vissuta attraverso i racconti dei nonni, di mia madre, di un mio zio. Ed era attraverso questi racconti che ho iniziato anche a comprendere quale fosse poi il significato dell'articolo 11 della Costituzione. E quindi avevo mio nonno che della guerra mi aveva parlato perché l'aveva vissuta in trincea e quindi mi raccontava, aveva ancora a casa una baionetta perché lui aveva fatto anche la Prima Guerra Mondiale.
Mi raccontava e mi faceva vedere quando ero piccolino, avevo quattro anni, mi portava anche a vedere gli edifici bombardati nel centro di Gaeta vecchia, che era la città dove era nata anche mia madre. E mia madre mi raccontava quando era dovuta scappare da Gaeta e mi raccontava anche quelli che erano gli effetti della guerra che lei viveva perché magari, pur avendo soldi con sé, non si trovavano i prodotti per mangiare, non sapeva come spendere quei soldi. Li ho avuti nei racconti di uno zio che era stato arrestato dai tedeschi, era stato portato in Polonia. E quindi, diciamo che da lì ho capito, anche quando poi mio padre da giurista mi ha spiegato la Costituzione, mi ha spiegato l'articolo 11, l'Italia ripudia la guerra. Ma l'Italia ripudia la guerra non era un principio astratto, era un sentimento che si viveva in quel momento.
02:38 - 03:16
Oratore 3
Erano le persone che avevano appena attraversato quei periodi così bui che ti trasmettevano questo, questo senso di repulsione. Non è stato scritto un principio astratto. È stato scritto quello che le persone vivevano e sentivano. E allora, respirare questa memoria ci aveva reso l'idea che non, che il futuro dovesse essere qualcosa che ci avrebbe reso tranquilli. Era iniziata la fiducia nel futuro e si pensava che la Seconda Guerra Mondiale fosse ormai qualcosa da lasciare nel passato, che non ci sarebbe stata più la guerra nel mondo, che si lavorava nella pace, no?
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